IL POSIZIONAMENTO DELL’ITALIA NELLA CORSA PER L’ELIMINAZIONE DELL’EPATITE C

Razionale Scientifico
L’eliminazione delle epatiti virali è un obiettivo comune di tutti i Paesi del mondo, a sua volta generata dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, diventata strategia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il “goal” è ridurre dell’80% il tasso di infezione da epatite C e del 65% quello della mortalità dovuta al virus entro l’anno 2030. Quello che ora è quanto mai necessario è lo sforzo politico per far sì che dalla “visione si passi all’azione”.

Grazie alle politiche sanitarie di accesso alla cura dei pazienti con infezione da HCV varate sino a oggi e all’approccio universalistico e solidale unico al mondo, l’Italia fa parte dei 10 Paesi incamminati verso il raggiungimento dei target fissati dall’OMS per l’eliminazione dell’HCV, a patto di mantenere alto il numero dei trattamenti antivirali nel tempo.
Il Report di Boston Consulting Group’s (BCG) “Winning the race to eliminate Hepatitis C” (tradotto in Italiano e pubblicato in Numero Speciale 1/2021) è un documento d’analisi importante che suggerisce i passi da seguire a livello di singoli paesi e a livello globale per raggiungere l’obbiettivo di eliminazione. Dal momento della pubblicazione di questo Report ad oggi l’Italia ha intrapreso ulteriori importanti azioni effettive volte a eliminare il virus dell’epatite C. Dati recenti hanno riportato benefici sanitari ed economici significativi a medio e lungo termine del trattamento contro l’HCV dei pazienti che saranno diagnosticati grazie allo screening e un fondo di 71.5 millioni è stato stanziato dal decreto Milleproroghe per lo screening gratuito delle popolazioni chiave (tossicodipendenti e le persone in carcere) e per la coorte di nascita 1969-1989.

Tuttavia è di fondamentale importanza semplificare la presa in cura in tutti i livelli di assistenza con percorsi diagnostico terapeutici adeguati per ogni “bacino” che contiene pazienti diagnosticati ma non curati. Se l’aderenza allo screening non viene affrontata adeguatamente, l’Italia non potrà raggiungere gli obiettivi dell’OMS. Anche se in Italia esiste un piano nazionale per l’epatite, non è stato previsto alcun finanziamento per attuarlo. Inoltre, persistono modelli decentralizzati di cura per l’HCV e non ci sono strategie uniformi per le popolazioni chiave nelle reti regionali. Ulteriori sforzi saranno richiesti per consolidare il progresso e anche per investire sullo screening in altre popolazioni target per continuare il percorso dell’eliminazione. L’HCV è un modello virtuoso di prevenzione di Sanità Pubblica. È nostro compito garantire che per le malattie che hanno grandi opportunità terapeutiche non venga mai meno la cura.

Per scoprire il sommerso e individuare i pazienti da trattare è necessaria una stretta interazione, sia a livello centrale che regionale, tra il mondo scientifico, sanitario, politico e delle associazioni civili, con la finalità di mettere a sistema e condividere esempi virtuosi di diagnosi e presa in cura.

OBIETTIVI DELL’EVENTO
L’evento quindi vuole essere l’occasione per:
-Identificare come l’organizzazione del sistema territoriale per affrontare l’infezione da SARS-CoV-2.
-Aumentare la sensibilità della policy maker e della società civile sulla necessità di implementare servizi sanitari efficaci che partendo da Sars CoV 2 – includendo anche lo screening per altre malattie infettive con particolar riguardo epatite virale – garantiscano prevenzione e cura.
-Supportare e facilitare le strategie specifiche su gruppi di popolazioni che presentano fattori di rischio coinvolgendo le organizzazioni a cui queste popolazioni fanno parte.
-Valorizzare e condividere modelli di cura efficienti secondo un’approccio basato sul paziente e i suoi bisogni.

Programma Scientifico

Ricercatore Universitario, Sezione di Medicina Interna, Divisione di Medicina Interna ed Epatologia PO da Procida
Medico gastroenterologo, Ricercatore
Direttore Scientifico SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali)
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